Sept. 25-Oct. 1, 2023 Marco Simone Golf & Country Club, Rome, Italy

La 2010 Ryder Cup e come si è ha dimostrata il giusto riconoscimento per Edoardo Molinari

"Nei miei venticinque anni di Tour non credo di aver mai visto nessuno con tutta quella pressione addosso giocare un finale di quel livello, mai".

Questo il giudizio entusiasta di Colin Montgomerie, capitano della selezione europea di Ryder Cup, alla domanda sulla prestazione del giro finale di Edoardo Molinari al Johnnie Walker Championship 2010, l'evento finale di qualificazione per la Ryder Cup dello stesso anno tenutosi a Gleneagles, dove prevalse per un colpo.

Molinari, con tre birdie nelle ultime tre buche, non solo in quell’occasione si assicurò la vittoria, la seconda nel Tour in due mesi, ma anche una delle tre wildcard, oltre a Padraig Harrington e Luke Donald, del capitano Montgomerie.

All'inizio dell'estate, Molinari aveva vinto il suo primo Tour allo Scottish Open, finendo a Loch Lomond con tre colpi di vantaggio su Darren Clarke.

Dopo aver iniziato la stagione 2009 al 678° posto dell’Official World Golf Ranking, Molinari passò dalla seconda fascia del Challenge Tour ad entrare per sette volte nei primi cinque, arrivando tra i primi quindici giocatori al mondo.

Tenendo conto della vittoria che aveva condiviso con il fratello Francesco alla World Cup 2009, poche settimane dopo aver raggiunto la testa della classifica del Challenge Tour, è facile capire perché fu selezionato dal capitano.

Fratelli in armi

Entrambi i titoli di Edoardo furono conseguiti in Scozia, la patria di Montgomerie, e giocando insieme al fratello Francesco nel giro finale.

Sembrò così quasi una conseguenza naturale che Edoardo raggiungesse Francesco, qualificato sul campo, nella squadra di Montgomerie che avrebbe affrontato gli Stati Uniti al Celtic Manor Resort.

I Molinari erano solo la seconda coppia di fratelli in Ryder Cup, dopo Bernard e Geoff Hunt che furono schierati per la Gran Bretagna a partire dal 1963.

Giocando nella Ryder Cup 2010, Edoardo e Francesco hanno seguito le orme del loro idolo Costantino Rocca, il primo italiano a rappresentare l’Europa nel torneo.

Rocca, dal 1993 al 1997, ha giocato in tre edizioni consecutive ed è stato un pioniere del golf tricolore a livello mondiale.

Un piovoso maniero celtico

Oltre al fatto inconsueto di due fratelli in campo, la Ryder Cup 2010 verrà anche ricordata per essere stata pesantemente influenzata dalle terribili condizioni meteo che hanno colpito il Twenty Ten Course.

La pioggia torrenziale fece rimandare la maggior parte degli incontri del venerdì. L'ultimo giorno, per la prima volta nella storia della manifestazione, si è quindi giocato di lunedì.

La sessione di apertura dei fourball fu completata solo il sabato mattina con gli Stati Uniti in vantaggio per 2,5 a 1,5.

I ritardi dovuti al meteo del giorno di apertura portarono a tre sessioni di quattro partite convertite in due sessioni di sei partite ciascuna, con tutti i 24 giocatori in campo durante le sessioni 2 e 3.

Dopo aver perso per due buche contro Zach Johnson e Hunter Mahan nella loro partita di apertura, i fratelli Molinari si ripresero, conquistando mezzo punto contro Stewart Cink e Matt Kuchar nei fourball.

Anche le partite della domenica incominciarono in ritardo a causa del maltempo. La coppia italiana, in vantaggio di uno dopo le cinque buche giocate il giorno prima, si ritrovò sotto di uno alla quattordicesima per colpa di Kuchar che dalla decima aveva messo a segno tre birdie in quattro buche.

Ma la coppia di debuttanti vinse la diciottesima, un par cinque, con un birdie conquistando così mezzo punto, mentre gli Stati Uniti non ottennero un punto pieno in nessuna delle sei partite della sessione.

I padroni di casa arrivavano ai Singolari con un vantaggio di 9,5 a 6,5, con Edoardo che affrontava l’altro debuttante Rickie Fowler.

In quella che si rivelò una giornata dai molti colpi di scena, Molinari sembrava destinato a consegnare il suo primo punto pieno ai colori europei. Alla quindici era davanti di tre colpi, ma Fowler con tre birdie nelle ultime tre buche strappava mezzo punto.

Alla selezione europea servivano 14,5 punti per riconquistare la Ryder Cup. Con un solo punto mancante, tutti gli occhi erano rivolti all’ultimo singolare che vedeva contrapposto Graeme McDowell a Mahan.

La tensione presto cedette il passo all'euforia. Alla sedici, da 15 piedi, il nordirlandese imbucava il birdie che lo portava sopra di due, prima di mettere il sigillo finale alla diciassette dove Mahan, con un colpo di approccio appena fuori dal green, gli lasciava la buca.

Un modello da seguire

Quando a marzo è stato annunciato che Henrik Stenson sarebbe stato il capitano del Team Europe per la Ryder Cup 2023 al Country Club Marco Simone, Molinari si è subito complimentato con lui.

“Congratulazioni Capitano Stenson e buona fortuna nel mio Paese, sono sicuro che farai un ottimo lavoro!”.

Stenson, a sua volta, ha subito ricambiato ed ora ha chiesto al vincitore U.S. Amateur 2005 di affiancarlo come secondo, dopo aver chiamato Dane Thomas Bjørn, vicecapitano.

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