Sept. 21-26, 2021 Whistling Straits, Kohler, WI

Jon Rahm ribadisce di non sentire particolari pressioni alla vigilia del suo esordio nella Ryder Cup nelle vesti di Major Champion e numero uno del ranking mondiale.

Lo spagnolo ha esordito tre anni fa a Le Golf National e in quell'occasione, nonostante si fosse presentato come due volte vincitore di un Rolex Series, e nonostante avesse trionfato sia in casa che oltreoceano, le aspettative su di lui non erano state eccessive, considerato che il suo team era composto da ben otto vincitori di un Major.

A Parigi, grazie anche alla sua vittoria su Tiger Woods nei match singoli, il Team Europa ha chiuso la competizione con il risultato di 17½-10½; quest'anno però, la sfida a Whistling Straits, nel Wisconsin, sarà molto diversa, con una partecipazione di tifosi europei molto ridotta a causa delle restrizioni per il Covid-19.

Il campione in carica degli U.S. Open si dice pronto a guidare la squadra sul green, e insiste nell'affermare come in una selezione formata da giocatori esperti come quella europea, non ci sarà spazio per alcun tipo di pressione.

"Il nostro team è composto da giocatori che vantano una leadership e un bagaglio di esperienza tali da rappresentare un punto di riferimento naturale per tutti noi", ha dichiarato Rahm.

"Non ho un ego così spropositato da avvertire l'esigenza di autoproclamarmi leader.

Penso di aver giocato bene quest'anno e sono venuto qui con l'intenzione di continuare, ma lascerò che sia il campo a parlare, non io; i discorsi e la leadership spettano ai miei compagni con più esperienza di me".

Tra questi, la “gang” di ultraquarantenni composta da Paul Casey, Sergio Garcia, Ian Poulter e Lee Westwood, con all'attivo 39 partecipazioni alla Ryder Cup.

Ma Rahm insiste sul fatto che sia lui che i suoi compagni si presenteranno sul green con l'entusiasmo dei ragazzini, a sottolineare l'incredibile atmosfera che si respira alla Ryder Cup.

"È straordinario ritrovarsi qui insieme a dei grandi giocatori, molti di loro sono sulla scena da tanto tempo”, ha dichiarato Rahm. "Pensate che io non avevo ancora compiuto tre anni quando Lee ha giocato la sua prima Ryder Cup.

We are all one and we are all the same and we have the same level of excitement
— Jon Rahm

Vedere dei grandi giocatori, persone che hanno ottenuto risultati straordinari nel nostro sport, affrontare quest'avventura col sorriso e con un entusiasmo giovanile che non ci si aspetterebbe da un quarantottenne, è un'esperienza davvero unica: solo la Ryder Cup può regalare queste emozioni.

Vorrei che tutti potessero vedere quello che sto vedendo io in questi giorni, sono emozioni di rara intensità che non tutti hanno la fortuna di provare nella vita, e questa è certamente una settimana che mentalmente può arricchire tantissimo ognuno di noi, sotto molti aspetti.

Anche se ho solo 26 anni, sono ancora giovane, mi sembra di ritornare indietro nel tempo, a quando ero un ragazzino e sognavo di rappresentare la Spagna nella Ryder Cup. Mi sembra di rivivere le stesse emozioni moltiplicate per cento.

È un'esperienza anche molto, molto divertente, ed è ciò che rende la Ryder Cup un avvenimento così speciale. Siamo una cosa sola, siamo tutti uguali e condividiamo lo stesso entusiasmo. Mi piacerebbe veramente che tutti potessero vedere i sorrisi, la felicità, la gioia in cui siamo immersi qui".

Ache Matt Fitzpatrick è alla sua seconda partecipazione alla Ryder Cup. Il golfista inglese sente di essere oggi un giocatore molto diverso rispetto al suo esordio a Hazeltine, cinque anni fa.

Matt Fitzpatrick is playing in his second Ryder Cup (Warren Little/Getty Images)

In quell'occasione Fitzpatrick tornò dal Minnesota senza aver raccolto punti nei due match disputati, ma il ventisettenne guarda con filosofia all'esperienza che lo vide esordire.

"All'epoca provai un grande disappunto, ero frustrato. Se oggi mi guardo indietro e ripenso al modo in cui colpivo... Mi guardo oggi e vedo un giocatore molto diverso.

Certe situazioni vanno accettate. Ero alla mia prima partecipazione in assoluto, si giocava in America, su un campo che non si addiceva affatto alle mie caratteristiche. È stata una serie di fattori che si sono sommati.

Non credo che il mio modo di giocare all'epoca fosse altrettanto buono paragonato a oggi. Credo di essere migliorato molto, colpisco con più potenza. Sono cambiate diverse cose rispetto ad allora.

Oggi sento di conoscere meglio gli altri componenti del Team Europa, invece all'epoca ero nel circuito professionistico da poco, non avevo avuto modo di passare del tempo insieme alla squadra e altri giocatori durante la regular season.

Questo è il mio ottavo anno nel Tour e conosco tutti molto bene. Oggi mi sento più a mio agio con i miei compagni, con loro posso parlare di tutto. Credo ci sia una grande differenza rispetto al passato".

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