Sept. 25-Oct. 1, 2023 Marco Simone Golf & Country Club, Rome, Italy

Bjørn – Una storia di successo in Ryder Cup

Thomas Bjørn è sinonimo di golf europeo. Una figura di prestigio, appassionata ed esperta. La sua presenza a Roma alla Ryder Cup 2023 come vicecapitano sarà preziosissima. Affiancherà il capitano Henrik Stenson, anche lui scandinavo, proseguendo così la sua lunga avventura nel torneo a squadre.

Bjørn, che con 15 titoli DP World Tour è anche il più vincente tra i golfisti danesi, in ognuna delle sue tre partecipazioni da giocatore in Ryder Cup - 1997, 2002 e 2004 - ha portato a casa la vittoria per poi prendere parte all’evento in veste di vicecapitano. Nel 2004 ha assistito Bernhard Langer, nel 2010 Colin Montgomerie, nel 2012 José María Olazábal e infine, l’unica volta in cui non ha alzato il trofeo, nel 2014 Darren Clarke.

Ma potremmo dire che Bjørn è arrivato al culmine della sua carriera nel 2018, quando da capitano ha condotto l'Europa ad una rutilante vittoria al Le Golf National di Parigi.

Bjørn debutta in Ryder Cup nel 1997

Nel 1997, quattro anni dopo essere passato professionista, Bjørn fu il primo danese a qualificarsi per la selezione di Ryder Cup.

Un anno prima, da debuttante nel circuito, era entrato nella storia del suo paese come primo danese a vincere un torneo del Tour grazie alla vittoria nel Loch Lomond World Invitational, ora conosciuto come Scottish Open.

Bjørn, non utilizzato dal capitano Seve Ballesteros nel primo giorno di gioco al Real Club Valderrama, in coppia con Ian Woosnam vinse un fourball nella mattina del secondo giorno, contribuendo al 10,5-5,5 che vedeva i padroni di casa arrivare ai singolari della giornata finale con un ampio vantaggio.

Ma gli Stati Uniti furono protagonisti di una decisa rimonta. Il mezzo punto conquistato da Bjørn sul percorso spagnolo contro l'allora vincitore dell'Open Championship Justin Leonard si dimostrò decisivo per la vittoria finale per 14,5 a 13,5 della squadra di Ballesteros. Quella fu anche la prima volta che il torneo si disputò in Europa continentale.

La 32a Ryder Cup viene anche ricordata per aver dato inizio ad una serie di sei vittorie consecutive in casa per l'Europa. Una striscia vincente che Bjørn spera di non interrompere dando, come sempre, il suo contributo al Marco Simone Golf and Country Club dal 30 settembre al 1° ottobre 1 2023.

L'Europa riconquista la Ryder Cup al Belfry nel 2002

Dopo aver mancato la qualificazione nel 1999, Bjørn fece la sua seconda apparizione da giocatore nel 2002 sotto la guida di Sam Torrance al Belfry.

Sette volte vincitore nel DP World Tour, reduce da due vittorie in quella stagione, Bjørn fu scelto come partner di Darren Clarke nel fourball di apertura del venerdì. La coppia inflisse un duro colpo psicologico agli americani con una vittoria 1up su Tiger Woods e Paul Azinger.

In un incontro prevedibilmente teso, Bjørn vinse sia la dodicesima che la sedicesima buca, con i padroni di casa che si assicuravano almeno mezzo punto. Woods vinceva la diciassettesima, la partita si sarebbe decisa alla distanza.

E se Azinger con il colpo di approccio alla buca diciotto arrivò a meno di sessanta centimetri, il danese mostrò sangue freddo con un putt da sei metri per il birdie che portò a casa un punto pieno.

Bjørn perse nel foursome a fianco di Clarke ma, con un punteggio di 8-8 nei singolari della giornata finale, si mise nuovamente in risalto. La sua vittoria 2&1 contro Stewart Cin, in una partita che non lo ha mai visto indietro, contribuì in modo significativo al successo 15,5-12,5 degli uomini di Torrance.

Gleneagles vede il ritorno di Bjørn alla Ryder Cup come giocatore

Nel 2014, dopo dodici anni di assenza dall’evento, Bjørn si qualificò per la selezione europea a Gleneagles con le vittorie agli European Masters e al Nedbank Golf Challenge.

“Considerato il livello del golf europeo, tornare in squadra è uno dei migliori risultati della mia carriera” dichiarò prima dell’evento un allora quarantaduenne Bjørn.

A quel punto, nelle sue cinque partecipazioni, sia come giocatore che vicecapitano, non aveva mai fallito la conquista della Ryder Cup. Un'impresa eguagliata solo da Paul McGinley, il capitano della selezione europea a Gleneagles.

Sul terreno scozzese, Bjørn affiancò Martin Kaymer, l’autore nel 2012 a Medinah del memorabile putt vincente per l’Europa, nei fourball del venerdì ottenendo mezzo punto contro Rickie Fowler e Jimmy Walker.

Nei fourball del sabato e nei singolari della domenica perse, ma la sua striscia vincente non arrestò, anzi arricchendosi di un sesto sigillo.

Bjørn conduce l'Europa al dominio di Parigi

Nel dicembre 2016, Bjørn fu annunciato come il primo capitano scandinavo in Ryder Cup per l'edizione 2018 al Le Golf National. Sarebbe anche stato il quarto capitano dell'Europa da quando, nel 1979, il continente aveva riunito le forze con la Gran Bretagna e l'Irlanda. Il suo nome veniva dopo quelli di Seve Ballesteros, Bernhard Langer e Jose Maria Olazabal.

Nello stesso anno in cui, ad Hazeltine da vicecapitano, aveva assaporato per la prima volta il gusto amaro della sconfitta in Ryder Cup, Bjørn fu incaricato di riportare in Europa il trofeo da capitano, un obiettivo che avrebbe conseguito senza mezzi termini.

Nonostante la sconfitta nei fourball di apertura del venerdì mattina per 3 a 1, una ben equilibrata selezione europea costruì la sua rimonta per arrivare 10-6 ai singolari della domenica.

La coppia formata da Francesco Molinari e Tommy Fleetwood, uno dei cinque debuttanti tra i padroni di casa, si rivelò in stato di grazia vincendo tutte e quattro le partite nei due giorni di apertura.

Il duo esperto composto da Justin Rose e Henrik Stenson vinse entrambe le partite dei foursome, mentre Sergio Garcia, selezionato direttamente dal capitano, incarnò bene lo spirito di squadra europeo e ottenne punti pieni, alla pari di Rory McIlroy e Alex Noren.

Nonostante il vigoroso inizio degli Stati Uniti nei singolari della domenica che li vide ottenere 3,5 punti nei cinque incontri di apertura, l’Europa riaffermò la propria autorità vincendone sei dei successivi sette. Molinari, che si assicurò il punto della vittoria contro Phil Mickelson, in quell’occasione fu il primo giocatore europeo ad aggiudicarsi cinque punti, il bottino pieno.

E con la sua vittoria nel singolare, Garcia superò Sir Nick Faldo nei punti totali ottenuti da un europeo in Ryder Cup. Il prodotto di tutti questi fattori fu una memorabile vittoria, magistralmente orchestrata dal capitano Bjørn, per 17,5 a 10,5.

Il ruolo di vicecapitano in Ryder Cup è variegato e va dall'assistenza nella strategia al tenere alto il morale della squadra.

Scegliendo Bjørn, Stenson si è affiancato un alleato con un’estimabile esperienza in Ryder Cup, perché l'Europa mira a riconquistare il trofeo e a mantenere l’imbattibilità sul suolo di casa.

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